Contratto del Fiume Amato tra innovazione e partecipazione

Serrastretta, Sabato 20 Maggio 2017 - 07:39 di Angelo Aiello

 L’Assessorato alla Pianificazione Territoriale e Urbanistica della Regione Calabria e l’UdLab del Dipartimento Diatic dell’Università della Calabria hanno lanciato, lo scorso 10 maggio, l’evento Turning Table Calabria, mettendo a disposizione dei cittadini, nel cuore della cittadella regionale, uno spazio temporaneo di compartecipazione per sviluppare dal basso strategie e strumenti operativi necessari per guidare innovativi processi di sviluppo.

Nel corso dell'evento l’Assessore Franco Rossi, la prof.ssa Paola Cannavò e il prof. Christian Iannone hanno presentato l’iniziativa “Turning Tables” nata nell’ambito della Biennale di Venezia e promossa dalla rete di laboratori internazionali Urban Lab+. Turning Table esordisce in Calabria e parte dal territorio del bacino idrografico del fiume Amato, area strategica per la Calabria e per l’intero Mediterraneo, che sta sperimentando lo strumento Contratto di Fiume, come tattica per attuare un’efficace programmazione strategica negoziata per la riqualificazione ambientale e la rigenerazione socio-economica dei sistemi fluviali.

L’assessore alla Pianificazione Territoriale e Urbanistica della Regione Calabria, Franco Rossi, ha aperto i lavori, illustrando gli obiettivi e presentando i rappresentanti del mondo universitario presenti.

“L’iniziativa - ha detto l’assessore - si caratterizza per una duplice valenza. La prima rivolta a far diventare protagonisti i diversi soggetti presenti sul territorio, attivando una rete di confronto e di obiettivi comuni. La seconda, invece, tesa a costruire uno scenario possibile di azioni e progetti strettamente connesso alla necessità di determinare elementi di innovazione in grado di collocare i territori ed i relativi attori in una proficua competizione nazionale ed internazionale.

” La comunità del bacino idrografico del fiume Amato ha partecipato in maniera sensibile, aperta e plurale, mobilitando per l’incontro le intelligenze collettive intorno all’idea di sviluppo territoriale. I partecipanti, coordinati dall’Ing. Emilia Manfredi, hanno costruito la mappa degli attori locali e “disegnato” la mappa del territorio attraverso tre temi chiave: - acqua come risorsa - acqua come habitat - acqua come rischio. Inoltre, assieme agli esperti dell’Università della Calabria Massimo Zupi e Roberta Falcone di UDLab, hanno evidenziano le criticità del territorio ed espresso le principali esigenze di sviluppo.

Sono intervenuti: Antonio De Marco Dirigente della Regione Calabria, Francesco Esposito Presidente del GAL Dei Due Mari, Raffaele Conte della Cooperativa “Malgrado tutto” di Lamezia Terme, gli assessori Cardamone e Gullo del Comune di Lamezia Terme, Felice M. Molinaro Sindaco di Serrastretta, il prof. Cesare Mancuso dell’Istituto Superiore di Decollatura, l’architetto Emilio Salvatore Leo titolare e direttore creativo del Lanificio Leo, Florindo Rubettino della Rubbettino Editore, Flavio Talarico del Consorzio di Bonifica Tirreno catanzarese, Aldo Perrotta di LegaAmbiente Catanzaro, Pietro Sirianni e Francesco Fazio della Coldiretti  Calabria, Antonio Gigliotti della Discovering Reventino, Angela Robbe Presidente della Lega Coop Calabria, Franco Belmonte della Confederazione Italiana Agricoltori, Alberto Statti delle Cantine Statti di Lamezia Terme e Presidente Confagricoltura, Francesco Fazio amministratore della "Allasia Plant Magna Grecia vivai piante da ripristino ambientale" e presidente dell'Associazione Dalida di Serrastretta, Maria Antonietta Mascaro della cooperativa Monti del Reventino e delegata "Donna Impresa Coldiretti" per Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Luigi Paletta della Proloco di Serrastretta, Filippo Giovanni De Stefano del Comune di Girifalco,  Pietro Hiram Guzzi Sindaco di Miglierina. Francesco Esposito, Presidente del GAL Dei Due Mari, soggetto promotore del costituendo contratto, ha dichiarato: “Il percorso necessario per addivenire alla sottoscrizione del Contratto di Fiume può essere attuato attraverso strategie territoriali di sviluppo locale integrato e multisettoriale, come quelle previste dall’approccio Leader, nell’ambito del quale il GAL ha maturato specifiche competenze. Il GAL dei Due Mari, che opera sul territorio come Agenzia di sviluppo, interverrà in questo processo come soggetto facilitatore, assumendo, su indicazione dei Sindaci, un ruolo operativo, gestionale e amministrativo, per facilitare e accompagnare l’avvio del processo partecipativo.”

 

Il Contratto di Fiume:

Un processo decisionale inclusivo in ambito idrografico: uno strumento per la governance delle risorse idriche   I Contratti di Fiume, dal punto di vista formale, si possono definire come atti di impegno condiviso da parte di diversi soggetti pubblici e privati, a vario titolo interessati ai corsi d’acqua, per la riqualificazione ambientale e la rigenerazione socio-economica dei sistemi fluviali. Si tratta di un accordo tra le parti che matura e si formalizza nell’ambito di un processo decisionale di partecipazione attiva e negoziazione, grazie al quale viene individuato l’atto programmatico che compone e integra i diversi interessi presenti attorno ad un corso d’acqua, definendo responsabilità e strumenti attuativi per il governo e la gestione sostenibile del sistema fluviale. Lo stesso processo resta vivo dopo la sottoscrizione del Contratto di Fiume e costituisce il presupposto per la proficua attuazione delle decisioni condivise. Occorre sottolineare come il Contratto di Fiume non costituisca un nuovo atto di pianificazione o un nuovo livello decisionale, bensì riconduce verso un processo di governance fluviale le specifiche strategie e competenze dei soggetti coinvolti, nel rispetto delle specificità e delle autonomie, con un approccio flessibile, aggiornabile, intersettoriale e interscalare. Allo stesso tempo il Contratto di Fiume non deve intendersi come una mera intesa interistituzionale finalizzata a condividere obiettivi di governo fluviale, bensì (partendo comunque da una solida collaborazione tra gli attori coinvolti) come percorso decisionale che compone, attraverso un approccio partecipato e un programma operativo, gli interessi ambientali e socioeconomici di un sistema fluviale, dando attuabilità e attuazione alle disposizioni sovraordinate (territoriali e settoriali) attraverso l’integrazione delle conoscenze e delle istanze locali. In questo senso il Contratto di Fiume, oltre ad uno strumento di programmazione negoziata, deve intendersi come un processo continuo di governance basato su una conoscenza condivisa e una interazione sinergica tra stakeholder, teso, prima ancora che a condividere le decisioni, a condividere il modo di prendere le decisioni.

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