Vince ancora Fabio Emanuele lo Slalom Monte Condrò

Serrastretta, Domenica 22 Ottobre 2017 - 09:21 di Angelo Aiello

Fabio Emanuele vince lo Slalom Monte Condrò Il campione molisano bissa il successo conquistato nel 2016 su Osella PA 9/90 Alfa Romeo. Seconda posizione per Luigi Sambuco su ReBo Alfa Romeo. Completa il podio Salvatore Venanzio, su Radical SR4 Suzuki, che passa i gradi del Campione Italiano Slalom a Saverio Miglionico. In una bella e calda domenica di metà ottobre, sotto un cielo azzurrissimo a far da cornice ai verdi monti della Sila, Fabio Emanuele vince la sedicesima edizione dello Slalom Monte Condrò, atto finale del Campionato Italiano Slalom andato in scena sui 2520 metri a cronometro tra la fitta vegetazione di faggi e castagni che circonda il comune calabrese di Serrastretta. Il cinque volte campione italiano della specialità bissa il successo della passata edizione a conclusione di una gara in crescendo che, dopo il secondo crono assoluto fatto segnare al termine della prima salita, si ferma sul tempo di 1’55” e 68 dopo il secondo passaggio di gara al volante della sua Osella PA 9/90 motorizzata Alfa Romeo. Nella terza salita il molisano lima ulteriormente la sua performance cronometrica ma manda nel cielo di Serrastretta un birillo che gli costa dieci secondi e la soddisfazione di una vittoria ancora più netta. “Sono contento di questo risultato”, commenta a fine giornata il vincitore. “Questo risultato è importante perché viene alla fine di una stagione difficile durante la quale la vettura mi ha dato ben più che qualche problema. Ho cominciato ad apportare alcune modifiche in attesa dei grandi lavori nella pausa invernale e avevo bisogno di un palcoscenico di primo piano, calcato dai primi attori della specialità, per capire se la direzione intrapresa è quella giusta. E credo lo sia”. Alle spalle di Fabio Emanuele, a soli 16 centesimi di distacco, si classifica Luigi Sambuco. Il pilota campano, in gara su ReBo motorizzata Alfa Romeo, sigla il tempo che gli vale il miglior risultato in una stagione tricolore che lo ha visto tra i protagonisti assoluti nella seconda manche. Gradino più basso del podio, a 38 centesimi dal vincitore, per Salvatore Venanzio su Radical SR 4 Suzuki. Per il Campione Italiano Slalom uscente, la soddisfazione della firma sull’ultima manche di una gara di campionato e la consapevolezza di aver trovato il bandolo per districare l’intricata matassa in cui si era impigliata la sua vettura per gran parte della stagione. La corsa estremamente regolare e altrettanto veloce di Luigi Vinaccia, il quattro volte campione italiano tra i birilli su Osella PA 9/90 con motore Honda, si ferma a un solo centesimo dal podio, quarto a trentanove centesimi dal vincitore, il tempo di un battito di ciglia per un poker di campioni. Quinto tempo per Emanuele Schillace su Radical SR 4 Suzuki davanti a Gaetano Piria e Alfonso Casillo, entrambi su Elia Avrio ST09, vettura progettata e costruita a pochi chilometri nelle officine di Simeri Crichi di Catanzaro. Giovanni Greco, su Radical SR 4 Suzuki, conquista l’ottava posizione assoluta davanti a Michele Poma, primo tra le E2SS su Ghipard, e a Girolamo Ingardia, il più veloce tra i prototipi con la sua Fiat 500 Suzuki. Grande soddisfazione per la riuscita della manifestazione da parte dall'associazione Culturale e Sportiva Dalidà di Serrastretta, organizzatore della gara in collaborazione con l'ACI di Catanzaro. “Abbiamo fatto un grande sforzo per offrire una competizione che potesse essere all’altezza del Campionato Italiano Slalom”, commenta il Presidente dell’associazione Francesco Fazio. “La risposta dei piloti e del pubblico, numeroso e disciplinato lungo il percorso dove molto è stato fatto perché lo Slalom Monte Condrò potesse essere una festa di sport in piena sicurezza, vale tutto l’impegno profuso ed è un incentivo a fare sempre meglio”. Agostino Fallara, primo in Gruppo Speciale Slalom su Fiat 127, precede sul traguardo Giuseppe Pappalardo, il più veloce tra le vetture del Gruppo E1 Italia su Peugeot 205 Rallye, e Pierluigi Bono, primo tra le bicilindriche al volante di una Fiat 500. Simone Broggio, su Opel Kadett GSI, fa suo il Gruppo A come Antonino Germanò e Rocco Porcaro, entrambi su Peugeot 106, il Gruppo N e quello Racing Start. Oltre ai vincitori, premiato nel suggestivo anfiteatro Dalidà anche il Fiduciario Regionale AciSport barone Gaetano De Paula cui è stato consegnato il trofeo intitolato alla cantante originaria di Serrastetta: Iolanda Cristina Gigliotti che è scomparsa trent’anni fa per entrare, per sempre, nel mito. Bene i piloti locali da Fernando Roperto a Luigi Mancuso per finire con Alessio Maruca. Numerose le Scuderie presenti con i  loro piloti, menzione a parte la Armanno Corse di Palermo gemellata con l’organizzatore Associazione Dalida che oltre alla passione per le rombanti auto condividono il valore della donazione degli organi sottolineato dal motto “Ci vuole cuore per vivere, il Trapianto è Vita”.

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